
La Giornata del Gatto Rosso (in inglese Ginger Cat Appreciation Day) è una festa non ufficiale nata nel 2014 per iniziativa di Chris Roy, che la dedicò alla memoria del suo gatto rosso Doobert. Da allora è diventata l'occasione perfetta per coccolare il proprio micio arancione e per scoprire quanto questi gatti siano davvero unici: non solo per il colore, ma per una particolarità genetica che nel 2025 ha finalmente svelato uno dei suoi segreti più antichi. In questo articolo trovi le curiosità più belle sui gatti rossi, la spiegazione (semplice) della loro genetica e la novità scientifica di cui si è parlato in tutto il mondo.
Che cos'è la Giornata del gatto rosso e perché si festeggia il 1° settembre
La Giornata del gatto rosso si celebra ogni anno il 1° settembre ed è dedicata a tutti i gatti dal pelo arancione, chiamati anche rossi o marmalade. La data non ha un legame astronomico o storico particolare: è semplicemente il giorno scelto da Chris Roy, sviluppatore software e attivista per i diritti degli animali, per ricordare Doobert, il gatto rosso che aveva adottato da randagio e che gli è rimasto accanto per diciassette anni.
Oggi la ricorrenza è soprattutto un invito a due cose: dedicare attenzioni extra al proprio micio arancione e sostenere l'adozione dei gatti in cerca di casa. Non esistono cerimonie o rituali obbligati, e proprio per questo ognuno la festeggia a modo suo: una coccola in più, uno snack speciale, una foto da condividere sui social.
Perché i gatti rossi sono quasi tutti maschi?
Circa l'80% dei gatti rossi è di sesso maschile, e la ragione è tutta scritta nel loro DNA. Il colore arancione/rossiccio del manto dipende da un gene che si trova sul cromosoma sessuale X. Le femmine hanno due cromosomi X (XX), i maschi ne hanno uno solo (XY): a un maschio basta quindi ereditare il gene "arancione" su quell'unica X per diventare completamente rosso, mentre una femmina deve riceverlo su entrambe le X: un evento statisticamente più raro.
Ecco perché i gatti rossi maschi sono così frequenti e le femmine rosse molto più rare. Ed è sempre questo meccanismo a spiegare i manti tricolore: le gatte calico e le tartarugate (tortie) mostrano macchie nere e arancioni proprio perché nelle femmine, cellula per cellula, si "attiva" a caso una delle due X.
Il colore in sé nasce da un pigmento chiamato feomelanina, responsabile delle tonalità rossastre e giallastre, che nei gatti rossi prende il posto dell'eumelanina, il pigmento delle tinte scure (nero e marrone).
La scoperta del 2025: trovato il gene che rende arancioni i gatti
Nel maggio 2025 due gruppi di ricerca indipendenti hanno finalmente identificato il gene responsabile del manto arancione nei gatti: si chiama ARHGAP36. A trovarlo, in contemporanea, sono stati i ricercatori della Kyushu University in Giappone e quelli della Stanford University negli Stati Uniti, con due studi pubblicati lo stesso giorno sulla rivista scientifica Current Biology.
La cosa sorprendente è il meccanismo: i gatti rossi presentano una piccola porzione di DNA mancante (una "delezione") vicino al gene ARHGAP36, sul cromosoma X. Questa minuscola variazione fa sì che il gene diventi più attivo del normale proprio nelle cellule che producono il pigmento, spostando la colorazione dal nero all'arancione.
Il dettaglio che ha fatto notizia è che questo meccanismo sembra essere unico nel regno animale: altri mammiferi arancioni, dalle tigri agli orangotanghi fino alle persone dai capelli rossi, devono il loro colore a geni completamente diversi. Nei gatti, invece, la strada scelta dalla natura è tutta sua. I ricercatori ipotizzano inoltre che tutti i gatti rossi del mondo discendano da un unico antenato che sviluppò questa mutazione, con ogni probabilità dopo l'inizio della domesticazione: i progenitori selvatici del gatto domestico, infatti, non sono arancioni.
Curiosità sul manto: perché non esiste un gatto rosso "a tinta unita"
Tutti i gatti rossi sono anche soriani (tabby): non esiste un gatto arancione a tinta piena. Anche il micio rosso più uniforme, se lo guardi con attenzione, mostra sempre delle marcature: striature, spirali, macchie o la classica "M" sulla fronte. È una caratteristica del gene arancione, che lascia sempre emergere il disegno tabby sottostante.
Ecco altre particolarità che rendono riconoscibile un gatto rosso:
- Le sfumature vanno dal crema chiaro all'arancione carico, quasi ramato, a seconda della genetica del singolo gatto.
- Con l'età molti gatti rossi sviluppano piccole "lentiggini" nere su naso, labbra e gengive: si chiama lentigo ed è un tratto genetico del tutto innocuo.
- "Rosso" è un colore, non una razza: possono essere arancioni gattini di casa così come esemplari di razza come Maine Coon, British Shorthair, Persiano o Abissino.
I gatti dal manto arancione, del resto, ci accompagnano da millenni: compaiono nell'arte e nei mosaici antichi, segno di una presenza affettuosa nelle case delle persone da moltissimo tempo.
I gatti rossi sono davvero più affettuosi e simpatici?
L'idea che i gatti rossi siano più affettuosi, coccoloni e "combinaguai" è soprattutto folklore: al momento non ci sono studi scientifici solidi che dimostrino un legame diretto tra il colore del pelo e il carattere. Gli stessi ricercatori che hanno scoperto il gene ARHGAP36 lo hanno detto chiaramente: la loro fama di simpatici agenti del caos dipende molto probabilmente dal fatto che la maggior parte di loro è di sesso maschile, più che da un effetto del gene sul comportamento.
In altre parole, ogni gatto ha una personalità che nasce dal suo temperamento, dalle esperienze dei primi mesi di vita e dall'ambiente in cui cresce, non dal colore del mantello. Il che non toglie nulla al fascino dei gatti rossi: se il tuo micio arancione è un impastatore seriale di coperte, è semplicemente il suo carattere a renderlo speciale.
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FAQ sui gatti rossi
Quando si festeggia la Giornata del gatto rosso? La Giornata del gatto rosso si festeggia ogni anno il 1° settembre. È una ricorrenza non ufficiale nata nel 2014 per celebrare i gatti dal manto arancione e sensibilizzare sull'adozione.
Perché i gatti rossi sono quasi tutti maschi? Perché il gene del colore arancione si trova sul cromosoma X. Ai maschi (XY) basta ereditarlo su un solo cromosoma per diventare rossi, mentre le femmine (XX) devono riceverlo su entrambe le X. Per questo circa l'80% dei gatti rossi è maschio.
Qual è il gene che rende arancioni i gatti? Il gene è ARHGAP36, identificato nel maggio 2025 da due studi indipendenti delle università di Kyushu e Stanford. Una piccola delezione di DNA vicino a questo gene lo rende più attivo nelle cellule del pigmento, producendo il colore arancione.
Le femmine di gatto rosso esistono? Sì, ma sono più rare. Una gatta completamente rossa deve ereditare il gene arancione su entrambi i cromosomi X. Quando lo eredita su una sola X, tende invece a diventare calico (tricolore) o tartarugata.
È vero che i gatti rossi hanno un carattere particolare? È soprattutto una credenza popolare. Non esistono studi scientifici che colleghino il colore del pelo al carattere; la loro fama dipende probabilmente dal fatto che la maggior parte è di sesso maschile. Il temperamento di ogni gatto dipende da genetica individuale, esperienze e ambiente.
Perché il mio gatto rosso ha delle macchioline nere su naso e labbra? Si chiama lentigo ed è un fenomeno del tutto normale e innocuo, tipico dei gatti rossi. Consiste nella comparsa di piccole "lentiggini" scure su naso, labbra e gengive, spesso con l'avanzare dell'età.
Il gatto rosso è una razza? No, il rosso è un colore del mantello, non una razza. Possono essere arancioni sia i comuni gatti europei sia esemplari di razze come Maine Coon, British Shorthair, Persiano o Abissino.